di: Redazione | 11 Giugno 2015
AFRICA – E’ stata sottoscritta a Sharm-el-Sheik, in Egitto, dai rappresentanti di tre organizzazioni regionali – il Mercato comune dell’Africa orientale e meridionale (Comesa), la Comunità dell’Africa orientale (Eac) e la Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (Sadc) – e da 26 Paesi del continente, il trattato per la creazione del la più grande area integrata dell’Africa, l’Area tripartita di libero scambio (Tfta).
Il trattato è stato sottoscritto al termine di un vertice di tre giorni, nel corso del quale ministri e delegati si sono confrontati con l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli costituiti da frontiere, dazi doganali e lungaggini burocratiche.
I 26 Paesi firmatari riuniscono un totale di circa 625 milioni di persone e un Pil di oltre 1000 miliardi di dollari (900 miliardi di euro). Tre i pilasti chiave su cui costruire il nuovo mercato unico: integrazione del mercato, sviluppo infrastrutturale e sviluppo industriale.
L’accordo punta a creare nell’immediato zone di libero scambio per le merci, rimuovendo tariffe doganali e barriere non tariffarie e favorendo la libera circolazione degli imprenditori, per poi procedere progressivamente alla liberalizzazione dei servizi e a incentivi per gli investimenti.
“Ciò che stiamo facendo oggi rappresenta un passo importante nella storia dell’integrazione regionale dell’Africa”, ha affermato il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi in apertura del vertice.
L’obiettivo è favorire una crescita del commercio tra i Paesi del continente, che oggi vale appena il 12% delle loro esportazioni (circa 60 miliardi di dollari) a fronte di un dato del 50% tra i Paesi dell’Asia e del 70% tra quelli europei. Altro obiettivo non secondario dell’accordo è quello di aumentare la quota Africa negli scambi commerciali internazionali – attualmente al 2% – sviluppando le industrie nazionali.
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