di: Redazione | 21 Marzo 2016
CAMERUN – Una maggiore attenzione al Camerun da parte dell’Italia con lo scopo di ampliare le relazioni su tutti i livelli partendo da alcuni ambiti che già vedono una presenza importante del nostro paese: educazione, sanità, formazione professionale e universitaria, cooperazione economica e commerciale.
Il Camerun finora è stato fuori dai radar italiani, pur essendo l’Italia il secondo partner europeo sia in termine di volumi di scambi sia in termini di comunità di persone attive nel paese: in entrambi i casi dietro alla Francia.
Ora, l’Italia proverà a pesare di più. La visita di Mattarella in questo senso ha aperto porte di collaborazione che vanno anche oltre i settori tradizionali.
Inaugurando la nuova sede dell’Ambasciata italiana, Mattarella ha preso atto del significativo appalto vinto dalla perugina Piccini per la costruzione del nuovo stadio della capitale (un lavoro da quasi 250 milioni di euro); in precedenza, nel corso di un Forum economico organizzato a margine della visita, era stato il Gruppo Pizzarotti di Parma a firmare un’intesa che dovrebbe portare alla costruzione di 10.000 alloggi popolari (un lavoro da 600 milioni).
La visita di Mattarella dovrebbe essere seguita nei prossimi mesi da una missione di sistema a cui si sta già lavorando. L’annuncio è stato fatto dal vice ministro degli Esteri Mario Giro e la missione potrebbe rappresentare in effetti un ulteriore spinta per aprire alcuni canali: sicuramente quello dell’agroindustria e delle energie rinnovabili, ma spazi esistono anche per le infrastrutture (la romana Team engineering si è aggiudicata due progetti ferroviari).
Lo strumento che l’Italia ha poi a sua disposizione per veicolare questa nuova voglia di cooperazione passerà anche attraverso le università e le scuole di lingua italiana: più Italia nella formazione universitaria significherà più Italia nelle elite che gestirano tra qualche anno la vita politica ed economica del Camerun.
Ma la vera sfida per l’Italia sarà quella di non deludere le aspettative di un paese entusiasta, pur con le sue problematiche, di dare cioè continuità a questa apertura attraverso tutti gli strumenti a sua disposizione, riassumibili in quel concetto ancora non del tutto definito di Sistema paese.
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